Antonio de Biasia - fondatore della prima Schola Cantorum

Antonio de biasia - fondatore della prima schola cantorum

Antonio De Biasia nasce a Piazzola sul Brenta l' 1 gennaio 1918, da Santo e Giuditta Gasparotto. Settimo di otto fratelli.

Quella di Antonio è una famiglia di fittavoli agricoli di modeste condizioni, operosa e dedita al lavoro, rispettata e stimata da tutti. Ma e' soprattutto una famiglia che vive nella fede, valore praticato e testimoniato dai genitori, trasmesso ai figli nella consapevolezza che essa rappresenti l'unico, autentico conforto e sostegno nella vita della persona. Non è purtroppo felice l'infanzia del piccolo Antonio, quando ben presto si rendono evidenti i sintomi della malattia che lo colpisce agli occhi e che in bre ve tempo lo priverà della vista. Ma il giovane Antonio è ben determinato, e sostenuto com'è da una fede profonda, che mai verrà meno nel corso della sua esistenza, prosegue con successo gli studi, che culmineranno l' 1 giugno 1943, allorquando conseguirà presso il Conservatorio Cesare Pollini di Padova il magistero di organo e composizione musicale riportando il massimo della votazione: 10/10. Nello stesso mese del 1943 assume la direzione del coro parrocchiale di Piazzola sul Brenta. Crea così il primo nucleo della “Schola cantorum”, che affiancata dalla “Schola pueri cantores”, poco dopo assumerà il nome di CORALE SANTA CECILIA.

Nel 1949 consegue l'abilitazione all'insegnamento proprio presso il Conservatorio S. Cecilia di Roma, e nell'ottobre dell'anno successivo, inizia l'attività di insegnamento di musica e canto. Successivamente, con Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione ottiene, nel settembre 1953, l'abilitazione all'insegnamento della musica nelle scuole medie e negli istituti magistrali. Ma l'insegnamento per il professore De Biasia, non è solo una semplice professione, diventa piuttosto una missione, nella quale i giovani stessi sono protagonisti alla scoperta di quelle stupende doti di musicalità, armonia e canto, che poi l'educatore perfezionerà e farà crescere. Profondamente compreso del proprio ruolo egli continuerà l'attività di insegnamento ininterrottamente, con perspicacia e convinzione, fino al 10 settembre 1988, quando, potremmo dire fu “costretto”, a lasciare il servizio per raggiunti limiti di età. Nel frattempo alcuni problemi di salute lo avevano indotto nel giugno 1987, ad abbandonare la direzione della amata Corale S. Cecilia. Non lascerà però il servizio liturgico, che continuerà come “semplice” organista fin quasi gli ultimi giorni della sua esistenza: autentico esempio di attaccamento ed applicazione al servizio.

Tra il rimpianto generale, il Maestro Antonio De Biasia si spense a Cittadella il 1 agosto 1998.

Oltre che per la assoluta dedizione all'insegnamento, del Prof. De Biasia si vuole anche ricordare l'impegno nel campo sociale e nel volontariato. Negli anni cinquanta e sessanta lo troviamo infatti attivo come rappresentante delle A.C.L.I. per migliorare l'educazione e le condizioni di vita dei lavoratori che, non dimentichiamo, a Piazzola in quel periodo erano assai difficili, in conseguenza della particolare situazione economica e sociale causata dalla dismissione della proprietà Camerini. Lo ricordiamo sempre generoso e disponibile a dare il suo contributo, chiedendo in cambio solo quella discrezione che sempre voleva circondasse, la sua attività e la sua vita, nella consapevolezza che il vero servizio non ha bisogno di mettersi in mostra; a proposito cito, a titolo di esempio, il ricordo dei tristi momenti dell'alluvione del 1966 che notevoli danni causò anche nel nostro, paese, Egli fu subito pronto ad offrire la sua attività concertistica affinché il ricavato fosse devoluto ai bisognosi. Nel corso della sua esistenza, ha eseguito numerosissime esecuzioni liturgiche e concertistiche tanto in ambito locale, che regionale e nazionale, ovunque raccogliendo consensi e riconoscimenti.

Il maestro De Biasia dopo aver assunto l'incarico di direttore della Corale, si è comportato come tutti i musicisti che, come lui, hanno composto e adattato musica sacra, facendo proprio il ruolo di maestro di cappella, nel senso più autentico del termine. Ha composto o scelto quei brani che più gli parevano idonei per esaltare le caratteristiche e i pregi del coro che con tanta passione dirigeva. Degna senz'altro di menzione è la sua attività di compositore, durata senza soluzione di continuità per oltre 55 anni, nel corso dei quali ha composto diverse opere, sia in latino che in italiano, di cui circa 20 mottetti, 10 messe, 30 parti di messe. Si sarebbe quasi indotti ad affermare che la composizione diventava per lui quasi una necessità, dovendo superare le difficoltà di reperire, partiture scritte in linguaggio Braille che lo soddisfacessero completamente.

Tutte le opere da lui composte sono caratterizzate da un livello artistico, sempre degno di nota. Alcune tuttavia, per complessità di realizzazione e di esecuzione, raggiungono livelli di assoluto valore. Purtroppo sono ancora poco e per nulla conosciute e sarà senz'altro un prossimo impegno di questo coro valorizzarle e diffonderle adeguatamente.

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